Homestay e trekking a Sapa – La mia esperienza (giorno 2)

Homestay e trekking a Sapa – La mia esperienza (giorno 2)

Dopo avervi raccontato l’esperienza del mio primo giorno a Sapa, in questo post mi lascerò trasportare dai ricordi del secondo giorno, aiutandomi con gli appunti del mio diario dell’8 dicembre 2016. Buona lettura!

Stranamente, questa notte ho dormito bene anche nel nostro letto duro. Al mio risveglio, verso le 6, sbircio da una fessura del muro fatto di assi, e vedo la nonna fare colazione con i bambini. Mi alzo ed esco, il cielo è azzurro con qualche striatura arancione, anche oggi sarà una splendida giornata di sole.

Il letto dove abbiamo dormito nel nostro homestay a Sapa.

Mi siedo vicino al fuoco e scrivo il mio diario, mentre il bambino più piccolo mescola una poltiglia in un enorme pentolone e la nonna taglia delle verdure. Sarà la nostra colazione? Per fortuna no, quella è per i maiali. Noi mangiamo dei pancake con una salsa zuccherina, banane e caffè, che la figlia più grande prepara apposta per noi. Mi chiedo se sia una cosa riservata ai turisti… Probabilmente si.

La nostra colazione dopo una notte homestay a Sapa.

Più tardi arriva Mama Sa con suo marito. Ci dicono di lasciare i nostri zaino a casa per la prossima camminata. Così, ci prendiamo i soldi e la macchina fotografica e seguiamo Mama Sa fino al villaggio, e poi per sentieri, altri villaggi e terrazzamenti. Scendendo a valle, vediamo delle bella case di mattoni e cemento, che appartengono “ai vietnamiti” e non alla gente locale, gli hmong. Scopriamo che alle etnie locali di Sapa non piacciono i cittadini di Hanoi, non ci sono nemmeno matrimoni misti. Durante questo tragitto ci imbattiamo anche in alcuni villaggi di hmogn rossi, che si differenziano appunto nel colore dei vestiti tradizionali.

Hmong rossi nei dintorni di Sapa.

Dopo due ore raggiungiamo un piccolo centro abitato, dove il marito di Mama Sa e un altro uomo ci raggiungono in motorino, portando con sé i nostri zaini. Ci fanno salire, e con i due motorini, sfrecciamo per circa 10 km verso Sapa. Per tutta la strada abbiamo avuto una splendida vista sulla valle. Ci mancava l’esperienza del motorino e devo dire che non è una cosa da poco. L’homestay si conclude purtroppo con una mezza litigata, perché ci viene chiesto piagnucolando di pagare per il trasporto in motorino. Noi pensavamo che fosse ovviamente incluso nel prezzo del tour, ma forse avremmo dovuto aspettarcelo. Inizio a capire come funzionano le cose… È una compravendita continua.

La vista sui terrazzamenti in dicembre presenta questi colori.

Ormai in città, andiamo in un ristorantino a mangiare qualcosa. Dopo pranzo decidiamo di tornare indietro e passare il pomeriggio camminando tra le risaie da sole. Quando arriviamo all’inizio della strada, scopriamo che fa parte di un’area turistica a pagamento (75.000 VND). Non avendo nessuna ricevuta del nostro homestay, ci dicono di pagare. Ci arrabbiamo, perché avremmo percorso la strada volentieri a piedi invece che in motorino. Per principio decidiamo di pagare e fare di testa nostra, ovvero di non seguire la strada turistica. Senza nemmeno farlo apposta, a pochi metri prima dell’entrata, un’altra strada secondaria si dirige verso la valle. Decidiamo di provare…

Alcuni cartelli di indicazioni che troviamo durante la nostra camminata clandestina.

Questa decisione si rivela essere una mossa vincente. Il sentiero si snoda fino a valle attraverso un bosco di bambù. Qualche casetta qua e là, risaie, silenzio, qualche locale, un bue sporco di fango che ci blocca il cammino, nessun turista. Con i nostri zaini in spalla scattiamo alcune delle foto più belle del viaggio e ci sentiamo libere. Camminiamo per circa 5 km seguendo i sentieri che più ci piacevano sotto il sole cocente, divertendoci un mondo, in una camminata finalmente autentica e solitaria.

Appena scopriamo questo posto ci dimentichiamo di tutto il resto…

Finiamo in un villaggio che da direttamente su un torrente. A riva ci sono molte bambine che lavano vestiti. Degli uomini trasportano legna con l’aiuto degli immancabili motorini, mentre le donne portano delle ceste piene di terra sulla schiena. Mi sembra di essere in un formicaio. Assistiamo a delle scene di vita quotidiana che abbiamo la fortuna di osservare indisturbate.

Un avanti e indietro di motorini carichi di legna.

Dopo esserci prese dei mandarini da una bancarella a lato della strada, costeggiamo delle risaie e risaliamo dalla valle tramite una strada asfaltata in direzione della città. È ora di ritornare. 4 km per il centro di Sapa, ci informa una simpatica vecchietta. Mentre torniamo verso la città, Tony ci saluta da un motorino, che sta guidando nella direzione opposta. A quanto pare, lui resterà a Sapa per più di due giorni.

Risalendo dalla valle verso Sapa.

L’ultima foto che faccio delle terrazza di riso è una tra le mie preferite. Una volta in città, trascorriamo la serata in un ristorantino economico, prima di riprendere l’autobus notturno per tornare ad Hanoi. Dopo degli involtini fritti alle verdure, ci dirigiamo verso la fermata dell’autobus nel freddo della sera.

Anche la penultima tappa del nostro itinerario in Vietnam si è conclusa. Cosa ne pensate dei nostri due giorni a Sapa?

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4 thoughts on “Homestay e trekking a Sapa – La mia esperienza (giorno 2)”

  • Devo essere stati due giorni molto intensi, non tanto per la fatica o il caldo, ma per le emozioni. Il Vietnam deve regalarti sensazioni incredibili, sono anni che lo organizzo ma ogni volta mi blocco. Vediamo se questo è l’anno giusto.

  • Le immagini di questi post sul Vietnam, dalla natura, ai volti, alle risaie, fanno venire voglia di fare le valige e partire subito!
    Poi ci sono i piccoli inghippi, quel problema di ritrovarsi sempre a pagare di più in certe zone, e doversene decisamente fare una ragione.
    Però poi, quando si torna a casa, si scopre che queste esperienze hanno preso un pezzo enorme del nostro cuore, e se lo tengono stretto…

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