Uzbekistan in treno – Itinerario di due settimane

Uzbekistan in treno – Itinerario di due settimane

Un viaggio in Uzbekistan. Perché? Sono bastate poche fotografie a convincermi che volevo visitare questo paese.

L’Uzbekistan è piuttosto sconosciuto e viene spesso confuso con gli altri “stan” dell’Asia centrale: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan. Come questi altri stati, è un’ex Repubblica sovietica. Con 35 milioni di abitanti è il paese più popoloso dell’Asia centrale. Ha una superficie di 447.400 chilometri quadrati, di cui circa l’80% desertici.

Con un itinerario di due settimane, spostandoci in treno da città a città, abbiamo scoperto un paese ricco di bellezze architettoniche, storia e cultura. Ci lasciamo affascinare dalle maestose cupole turchesi e madrase dalle decorazioni geometriche, montagne di spezie e frutta secca, pane decorato e le mercanzie dei caravanserragli dell’antica via della seta.

Uzbekistan in treno – Il nostro viaggio di 2 settimane

Qui sotto trovate uno schizzo del nostro itinerario in Uzbekistan. Noi siamo atterrati a Tashkent e abbiamo visitato tre delle città più importanti della via della seta: Samarcanda, Bukhara e Khiva. L’itinerario è completamente fattibile in treno, a parte la tratta da Tashkent a Chimgan.

Atterrando a Urgench (nei pressi di Khiva) l’itinerario può essere svolto anche a ritroso, ma secondo noi vale la pena partire dalla capitale e concludere nella piccola oasi nel deserto, che è stata la tappa più spettacolare del viaggio.

Uzbekistan in treno - Itinerario di due settimane

Tashkent

La prima tappa del nostro viaggio è Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan che, con tre milioni di abitanti, è anche la città più popolosa dell’Asia centrale. Per questioni organizzative decidiamo di trascorrervi il primo e l’ultimo giorno di viaggio, per un totale di due giorni di visita.

Anche se non è il posto più spettacolare in Uzbekistan, vale sicuramente la pena di visitarla. Alla fine si tratta della capitale di una città centro asiatica, dove è possibile farsi un’idea della modernità del paese.

Tashkent ci stupisce. Nella parte più moderna della città, dove si trovano gli edifici governativi. Qui tutto luccica ed è pulitissimo. Vediamo gruppi di addetti pulire le strade, lucidare marmo e togliere le erbette tra le piastrelle delle stradine al parco. Sulla piazza di Amir Timur si trova la statua del famoso condottiero. Nei suoi pressi si può visitare l’omonimo museo. Nella parte vecchia della città sono degni di nota il complesso Hazrat Imam, il Mausoleo di Sheikhantaur e il Bazar Chorsu, un enorme mercato tradizionale.

Anche prendere la metro è stata una piccola avventura. Dall’acquisto del biglietto alla corsa in un vagone affollato ma silenzioso. Le stazioni sono quasi asettiche, ma hanno un che di imponente, con diverse decorazioni e motivi, spesso di marmo.

Per saperne di più leggete Visitare Tashkent in due giorni

La nostra seconda tappa è Samarcanda. Per raggiungerla prendiamo il treno ad alta velocità, che in due orette ci porta a destinazione.

Samarcanda

Samarcanda è la seconda città più grande dell’Uzbekistan e il solo nome ci trasporta ai tempi della via della seta. La Samarcanda odierna è un mix di modernità e antichità dove il grigiore degli edifici sovietici si alterna al turchese delle cupole e dei mosaici. Dal 2001 fa parte della lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Samarcanda è famosa per la piazza del Registan, con le sue tre madrase. Altre perle da visitare assolutamente sono la moschea di Bibi-Khanym, il Bazar Siyob, il complesso della necropoli Shah-i-Zinda e il Mausoleo di Tamerlano.

A Samarcanda alloggiamo all’Antica Family Guest House, una bella casa con le camere ancora in stile
La colazione è a dir poco abbondante e favolosa. É possibile prenotare la cena, anche se non si pernotta qui.

Nel libro Sovietistan, Erika Fatland racconta dell’Uzbekistan e degli altri paesi dell’Asia Centrale.

Urgut

Da Samarcanda è possibile fare diverse gite giornaliere. Noi decidiamo di andare a Urgut, 40 chilometri verso sud. La città di Urgut è conosciuta per il suo grande bazar, ed è qui che siamo diretti.

Visitiamo il mercato in giornata uggiosa, ma questo fatto non ha reso la visita al mercato meno interessante. Questo bazar è meno turistico e anche la mercanzia è per la maggior parte per locali. Se si cercano stoffe o gioielli, qui li si trova a un prezzo più basso che Samarcanda, anche se è necessario contrattare. Noi ci limitiamo a gironzolare e fare qualche piccolo acquisto, attirando parecchi sguardi curiosi e ogni tanto qualche domanda in inglese stentato.

Sicuramente è il posto giusto per calarsi un po’ di più nella vita quotidiana degli uzbeki. Anche il viaggio per venire qua, in minibus e autobus, è stata una bella avventura.

Da Samarcanda prendiamo un altro treno e raggiungiamo Bukhara in un’ora e mezza.

Bukhara

A differenza di Samarcanda, Bukhara è più piccola e ha mantenuto le sue fattezze medievali. Il suo centro ha più di duemila anni ed è una delle città islamiche meglio conservate dell’Asia centrale. Bukhara si sviluppò economicamente grazie alla sua posizione strategica sulla via della seta. Grazie ai traffici mercantili divenne un importante centro economico e religioso.

Camminando tra moschee, madrase e caravanserragli, è facile immaginarsi una delle più fiorenti città della via della seta. In tutto il centro si trovano bancarelle e negozi di artigianato locale dai mille colori. Il complesso Po-i-Kalan, composto dall’imponente Minareto Kalan, la Moschea Kalan e la Madrasa Mir-i-Arab è uno dei posti più belli della città. A Bukhara visitiamo anche la Madrasa di Ulugbek, la Madrasa di Abdul Aziz Khan, Ark, la fortezza ospitava i palazzi dell’emiro, e il Mausoleo di Ismail Samani.

Anche a Bukhara scegliamo un homestay. Il Sarrafon Guest House è un semplice alloggio con una piccola camera che dà su una stretta viuzza. La colazione è ottima, il proprietario molto simpatico.

Da Bukhara prendiamo il treno notturno per Khiva. Il treno parte a mezzanotte e mezza e arriva a Khiva alle 7:00. Arriviamo a Khiva ancora un po’ assonnati.

Khiva

La stazione di Khiva è poco distante dalla cittadella. Ignoriamo i pochi richiami dei tassisti e ci incamminiamo, apprezzando l’aria fresca dopo la nottata passata in treno. Le strade sono deserte. La luce è soffice. Abbiamo due giorni a disposizione e li utilizziamo per visitarla al meglio.

Superata la porta di ingresso della Ichon Qala — la città vecchia — è come aver fatto un viaggio indietro nel tempo. Racchiusa tra le mura medievali, la città vecchia di Khiva è una meraviglia e forse il posto che più ci ha affascinati durante il nostro viaggio in Uzbekistan. È un museo a cielo aperto, un susseguirsi di palazzi, madrase, minareti, caravanserragli, moschee e scorci incantevoli e dal 1990 è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

A Khiva prenotiamo al New Star Boutique Hotel, una madrasa ristrutturata appena al di fuori della città vecchia, dove si può pernottare nelle celle degli studenti e salire nel minareto per ammirare Khiva dall’alto.

Fortezze dell’antico Khorezm

Da Khiva è possibile fare una gita giornaliera per visitare le 50 fortezze (Elliq Qala in uzbeko) nel deserto dell’antico Khorezm (Corasmia). Per raggiungerle si passa per Urgench e si supera l’Amu Darya, entrando nella Repubblica del Karakalpakstan.

Ci sono numerose agenzie locali che organizzano un tour delle fortezze, altrimenti chiedete al vostro hotel. Noi abbiamo scelto il tour di tre fortezze che dura circa cinque o sei ore. Ci sono tour anche per 10 fortezze, ma nella nostra opinione tre sono sufficienti per farsi un’idea del luogo. Queste sono quelle che abbiamo visitato noi:

  • Ayaz Qala. Forse il complesso più famoso, Ayaz Qala è composta da diverse fortificazioni difensive contro i nomadi risalenti al VII-IV secolo a.C. Un complesso è posizionato sulla cima di un colle e garantisce una visuale a 360 gradi sui dintorni, più in basso si trovano le rovine di un secondo forte e un villaggio.
  • Toprak Qala. Questa cittadina fortificata risale al I secolo a.C. castello. Nella cittadina vivevano 2.500 persone ed era anche un importante centro religioso. Si può visitare liberamente e camminare tra le mura delle case.
  • Kizil Qala. La “Fortezza Rossa” risale al I-II secolo d.C. ed è in parte restaurata, mostrando quindi come doveva apparire una fortezza una volta.

Da Khiva torniamo a Tashkent con il treno notturno. Il treno parte da Khiva a metà pomeriggio (16:20) e fa una lunga pausa a Urgench, quindi si può considerare di partire da lì. In alternativa si potrebbe tornare a Tashkent in aereo, ma noi preferiamo viaggiare in treno e fare quest’ulteriore esperienza.

Arriviamo alla capitale la mattina dopo e dedichiamo la giornata per un’ulteriore visita della città.

Chimgan e Lago Charvak

Concludiamo il nostro viaggio in Uzbekistan a Chimgan, tra le montagne dell’Ugam-Chatkal National Park. La cittadina è un’amata località sciistica, che attira molti visitatori da Tashkent, data la vicinanza — 60 chilometri — e facilità nel raggiungerla. Facciamo il viaggio di andata come passeggeri di un taxi improvvisato, mentre per il ritorno unendo taxi e autobus. Per noi è stato interessante vedere come si spostano i locali e andare in un posto non turistico come le città della via della seta. Camminando tra le strade di Chimgan un paio di volte abbiamo avuto paura dei cani.

Qui facciamo due camminate. Nella prima partiamo poco dopo il passo che precede la cittadina e abbiamo raggiunto un punto panoramico, Kyzyldzhar, a 1866 m. Da qui siamo scesi fino a Chimgan seguendo un sentiero. Nella seconda raggiungiamo la cima del Piccolo Chimgan (2.097). Seguiamo il “Gulkam Waterfalls trail” fino al passo Pereval Pesochnyy e proseguendo poi fino alla cima.

Torniamo a Tashkent per un’ultima notte prima di prendere il volo di ritorno.


In questo itinerario di viaggio abbiamo scoperto le più importanti città dell’Uzbekistan, e anche se siamo sicuri che il paese ha molto più da offrire, siamo grati di questo viaggio incredibile e di aver potuto ammirare alcune delle sue meraviglie.

Rakhmat, O‘zbekiston!


Salva questo post su Pinterest 📌

Uzbekistan in treno - Itinerario di due settimane


5 thoughts on “Uzbekistan in treno – Itinerario di due settimane”

  • Mi piacerebbe molto visitare l’Uzbekistan! Non voglio essere indiscreta e chiedere quanto avete speso, ma secondo te quanto sarebbe meglio mettere a budget per un viaggio del genere? È un aspetto importante da considerare quando si pianifica un viaggio 😄

    • Nel nostro caso, pianificando un po’ in anticipo e prendendo l’aereo dall’aeroporto giusto (Francoforte, diretto), abbiamo speso circa 500 euro di aereo a testa. Per il resto l’Uzbekistan e’ abbastanza economico: hotel normali costano 40-70 a notte (pero’ la qualita’ e’ abbastanza bassa), mangiare fuori costa 10-15 euro in due (cose semplici), spostarsi dipende molto dal modo: i treni costano poco (mi pare 1000 km di ritorno in treno notte 35 euro a testa), la metro, i bus, taxi per locali e minibus sono quasi gratis (20 cent per una tratta in metro o bus, qualche euro per 50 km in autobus o minibus, magari 10 euro per un taxi locale 50 km). Se prendi un taxi per turisti fanno pagare dai 50 a anche 200 euro per raggiungere certi posti come le fortezze, che sono remote e in mezzo al nulla.

      Penso che stando un po’ attenti intorno a 1200 euro a testa dovrebbero bastare per due settimane.

  • Un posto ideale per rileggere “Il deserto dei Tartari” di Buzzati! Nella penultima foto la stradina bianca che corre lungo la cresta è coperta di neve?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *