Wild – Cheryl Strayed – Recensione

Wild – Cheryl Strayed – Recensione

Ormai mi considero un’amante del trekking, anche se ogni volta che inizio una camminata mi ritrovo a sbuffare. Ma alla fine del trekking mi piace tutto: l’abbigliamento, il sudore, gli zaini, la motivazione, i muscoli doloranti, la vista dalla cima, i paesaggi che scorrono lenti e vanno scoperti passo dopo passo e anche i libri sul trekking. Ed è per questo che oggi vi parlo di un grande libro che parla di trekking, ma non solo.

In questo articolo trovate la trama e la mia recensione di Wild di Cheryl Strayed.

Dettagli

  • Titolo: Wild
  • Titolo originale: Wild: From Lost to Found on the Pacific Crest Trail
  • Autore: Cheryl Strayed
  • Prima edizione italiana: 2015
  • Pagine: 405

Trama

La morte della madre Bobbi devasta la vita della giovanissima Cheryl. Interrompe gli studi universitari e divorzia dal marito, dandosi ad uno stile di vita autodistruttivo. Dopo quattro anni vissuti vagando nel buio del suo dolore, Cheryl decide di dare una svolta alla sua vita e diventare la donna che sua madre avrebbe voluto lei fosse.

Per ritrovare sé stessa intraprende un percorso fisico e mentale, camminando lungo il Pacific Crest Trail (PCT). Il PCT è un percorso escursionistico che si estende per 4.270 km negli Stati Uniti occidentali, per l’esattezza dal confine con il Messico fino a quello con il Canada. Cheryl parte dal Deserto del Mojave, percorre la California, supera tutto l’Oregon fino ad arrivare al Ponte degli Dei, al confine con lo stato di Washington, camminando per 1.760 km. Wild è il racconto della sua storia.

Wild - Cheryl Strayed - Recensione

Perché lo consiglio

Sono molti i motivi per cui consiglio di leggere questo libro autobiografico. Wild non è solo un racconto di viaggio, è una storia di vita, amore e sofferenza. Un libro che parla di sforzi, piccole conquiste e infine vittoria. Il racconto di come una persona, nel più buio e peggiore momento della propria vita, sia capace di rialzarsi.

Il racconto del trekking lungo il PCT si alterna con dei ricordi che l’autrice ha della sua vita passata. Si vengono così lentamente a scoprire i dettagli della vita di Cheryl e a comprendere le profonde motivazioni che hanno spinto l’autrice ad intraprendere un viaggio di questo tipo. Questo rende la lettura accattivante e lascia acceso l’interesse del lettore a saperne di più.

Il titolo originale è “Wild: From lost to found on the Pacific Crest Trail” e credo descriva benissimo l’essenza del libro. Mentre si legge, si assiste ad una trasformazione di Cheryl sia fisica che mentale. Oltre ad essere la testimonianza di una storia incredibile, il libro è anche un inno alla forza interiore che sta nascosta in ognuno di noi. La sua testimonianza dimostra come la determinazione ci faccia compiere anche imprese che all’inizio possono sembrare tanto assurde quanto impossibili. Il libro fa riflettere tanto su come la vita ci metta sulla strada ostacoli, offrendoci però anche aiuti inaspettati, se sappiamo coglierli. Vedo il trekking anche come una metafora sulla vita.

Ho trovato lo stile di scrittura piacevole nella sua semplicità e ironia, con la capacità di rendere divertenti anche situazioni complicate. Quello che mi ha colpita di più, però, è l’incredibile sincerità dell’autrice nel raccontarsi e raccontare la sua storia.

Io, che sono appassionata di trekking, lo ho trovato inoltre interessante sotto molti aspetti: a partire dalla preparazione al trekking, l’acquisto dello zaino e dell’attrezzatura, precauzioni da prendere durante il percorso, la lettura della guida, i problemi trovati e le prove fisiche e mentali che hanno accompagnato l’autrice lungo tutto il percorso. Sono riuscita a calarmi completamente nel personaggio e rendere il viaggio anche un po’ mio.

Chissà se un giorno potrò anche io camminare nel PCT…

Vi saluto come al solito con una citazione e spero di avervi dato uno spunto di lettura!

“Sto facendo trekking!” pensai. E poi: “Sto facendo trekking sul Pacific Crest Trail”. Era proprio quello, il fare trekking, ad aver costituito il nucleo della mia convinzione che un simile viaggio fosse un’impresa ragionevole. In fin dei conti, che cos’è il trekking se non camminare? “Io sono capace di camminare!” avevo protestato quando Paul aveva espresso la sua preoccupazione riguardo al fatto che non avevo mai viaggiato con lo zaino. Non facevo che camminare. Camminavo per ore lavorando come cameriera. Avevo camminato per le città in cui avevo abitato. […] Ma dopo quindici minuti che camminavo sul PCT, risultò chiaro che non avevo mai camminato sulle montagne del deserto all’inizio di giugno con in spalla uno zaino che pesava ben più della metà di me. Cosa che, scoprii, non assomiglia per niente al camminare. Cosa che, a dirla tutta, più che al camminare assomiglia all’inferno.

Se ti piacciono i libri che parlano di trekking, forse troverai interessante questo articolo: La strada alla fine del mondo – Erin McKittrick – Recensione.

Questo post contiene link affiliati. Effettuare acquisti tramite questi link non comporta costi aggiuntivi per te, mentre io riceverò una piccola commissione che contribuirà al mantenimento di Obiettivo Altrove.



2 thoughts on “Wild – Cheryl Strayed – Recensione”

    • Deve essere bellissimo! C’è anche un film basato su questo libro, se ti interessano altri paesaggi. Ma è molto incentrato anche sulla storia personale dell’autrice. Mi è piaciuto molto, lo consiglio a tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *