La strada alla fine del mondo – Erin McKittrick – Recensione

La strada alla fine del mondo – Erin McKittrick – Recensione

Ho comprato questo libro un po’ per caso, dopo averlo visto tra i consigliati sull’account dell’ebook reader. Il titolo, la copertina e la trama mi hanno convinta ed è finito nel carrello degli acquisti. Qualche giorno fa ho finito di leggerlo ed ora è il momento di condividerlo con voi!

Si tratta del libro La strada alla fine del mondo, e in questo post troverete la mia recensione.

Dettagli

Titolo: La strada alla fine del mondo
Titolo originale: A Long Trek Home: 4,000 Miles by Boot, Raft, and Ski
Autore: Erin McKittrick
Prima edizione: 2010
Pagine: 219

Trama

Nel giugno 2007 Erin e suo marito Hig attraversano, senza l’aiuto di mezzi motorizzati, gli impervi terreni nelle regioni costiere della Columbia Britannica e dell’Alaska. Partendo da Seattle e arrivando alle Isole Aleutine, avanzando soltanto a piedi, con gli sci o in canotto, percorrono 6712 km in 385 giorni.

Il motivo del viaggio? Oltre l’enorme amore e l’interesse per la natura   – lei è biologa, lui geologo – vengono spinti anche dalla necessità di riflettere sulle loro vite per capire dove ricominciare, una volta percorsa la strada alla fine del mondo.
Si spingeranno così attraverso paesaggi sperduti incontrando animali, godendosi il sole del nord e montando la tenda sotto bufere di neve, definendo ogni giorno come “un giorno speciale”.

Una volta finito il viaggio inizieranno un’altra straordinaria avventura insieme. Quale sarà la strada da percorrere questa volta? Quali gli ostacoli da superare?

Perché lo consiglio

Quello che ho trovato leggendo questo libro è il racconto di un viaggio incredibile, autentico e fuori dal comune di una coppia molto affiatata. La strada alla fine del mondo è un racconto puro e sincero di più di un anno di vicissitudini. L’autrice si sofferma spesso nella descrizione dettagliata della natura che la circonda e delle sue mille sfaccettature, spiegandone i fenomeni e raccontando con abili parole l’alternarsi delle stagioni.

Il libro non è però soltanto un elogio alla natura e la sua potenza. Non mancano riferimenti ai numerosi incontri con le comunità locali, che permettono al lettore di conoscere più da vicino la vita quotidiana di queste popolazioni. Oltre a questo, vengono affrontate tematiche più delicate a sfondo ambientale, come il rischio di estinzione del salmone selvatico, la deforestazione e la costruzione di miniere.

Il libro mi è piaciuto molto, ha allargato i miei orizzonti, mi ha fatto conoscere dinamiche diverse. Ve lo consiglio se volete staccare dalla vita quotidiana e calarvi in una realtà altrimenti difficile da immaginare. Leggetelo anche se siete curiosi di scoprire uno stile di vita totalmente diverso da quello che conosciamo.

La strada alla fine del mondo è un elogio alla natura e la sua potenza. Condividi il Tweet

Per concludere, vi saluto con una citazione che mi è piaciuta perché descrive molto bene il viaggio raccontato nel libro:

“Ogni tanto capitava che qualcuno ci chiedesse se il viaggio ci aveva cambiati. Non mi sentivo diversa da prima, e non sapevo cosa rispondere. Non andavamo in cerca di epifanie rivelatrice su noi stessi, volevamo semplicemente scoprire qualcosa sul mondo.
Tuttavia, a poco a poco, in maniera quasi impercettibile, il mondo intorno a noi era cambiato, e noi con lui. Fisicamente ci sentivamo sempre più in forma e avevamo imparato ad adattarci alle stagioni; ci eravamo abituati ai tafani e al caldo della Costa della Columbia Britannica, alla pioggia dell’Alaska sud-orientale, ai venti della Lost Coast e al freddo pungente del bacino del Cooper. Soprattutto era cambiata la nostra percezione.”

Vi ho incuriosito? Date un’occhiata al libro cliccando sul link qui sotto e buona lettura!

 

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