Un indovino mi disse – Tiziano Terzani – Recensione

Un indovino mi disse – Tiziano Terzani – Recensione

Era da tanto che volevo leggere un libro di Tiziano Terzani, il famoso giornalista fiorentino che ha passato più di trent’anni della sua vita in Asia. Ha scritto molti libri e io ho iniziato con uno di quelli più conosciuti: Un indovino mi disse. Un libro meraviglioso che parla d’Asia, di viaggi e… Indovini.

In questo articolo trovate la trama, alcune impressioni e perché lo consiglio. Buona lettura!

Dettagli

  • Titolo: Un indovino mi disse
  • Titolo originale: Un indovino mi disse
  • Autore: Tiziano Terzani
  • Prima edizione italiana: 1995
  • Pagine: 428

Trama

Hong Kong, 1976. Un indovino cinese predice a Tiziano Terzani che nel 1993 rischierà di morire se prenderà un aereo. Nonostante lo scetticismo iniziale, a distanza di anni Terzani decide di non sfidare la sorte. Con il supporto di “Der Spiegel”, il settimanale tedesco per il quale lavora come corrispondente estero, riesce a seguire l’ammonimento del vecchio indovino cinese: per tutto l’anno non prenderà mai l’aereo.

Da questa decisione seguirà un 1993 straordinario, di spostamenti lenti ma autentici a bordo di treni, navi e taxi condivisi. Di problemi prima inesistenti, soluzioni fortunate e grandi soddisfazioni. Di pensieri che scorrono liberi, incontri straordinariamente interessanti e la sensazione di una libertà ritrovata.

Per tutto questo anno l’autore consulta molti indovini di diverse nazionalità, facendosi predire il futuro per vedere se veramente è scritto da qualche parte che il durante il 1993 corre un grande pericolo correlato agli aerei. Scopre così differenti tecniche usate dagli indovini, altre simbologie, superstizioni, così come diversi valori o desideri dei popolo che incontra.

Disegno tratto dal libro Un indovino mi disse, di Tizioano Terzani

Perché lo consiglio

Ne Un indovino mi disse viene affrontato il tema del viaggio lento, genuino e autentico. Le quasi commoventi descrizioni delle navi, che lentamente ci portano verso nuove terre o l’attraversamento dei confini a piedi, e non a bordo di un aereo, sono solo due esempi che fanno pensare e riflettere sul modo di viaggiare odierno. Il libro invita i viaggiatori a vivere gli spostamenti in maniera autentica, ad entrare in contatto con la gente del posto e calarsi nella loro quotidianità. E da lettori ci si immedesima nelle sensazioni dell’autore, anche noi seduti in treno o su una barca, a riscoprire l’essenza del viaggio insieme a lui.

Nella prima parte del libro, Terzani racconta della sua vita e i suoi spostamenti via terra. Vive a Bangkok e intraprende diversi viaggi. Visita la Birmania. Si avventura in Malesia, a Kuala Lumpur e Malacca, la città stregata. Ritorna a Singapore, molto cambiata rispetto a quando ci aveva vissuto negli anni ’70. Viaggia tra delle isole in Indonesia e per la sofferente Cambogia. Nella seconda parte del libro segue un emozionante racconto del grande viaggio di Terzani dalla Thailandia fino in Italia: Bangkok-Firenze in treno. Tra il sud-est asiatico, Cina e Mongolia, attraverso la Russia fino in Europa.

Nella descrizione dei suoi reportage di viaggio vengono toccati anche aspetti storici, politici e culturali. In particolare Terzani racconta storie interessanti e divertenti sulle diverse culture asiatiche e di come le persone vengano influenzate quotidianamente da superstizione, premonizione e le previsioni del futuro fatte dagli indovini. L’autore ne visita svariati, in diversi paesi asiatici, sfruttando il viaggio come un’occasione per scoprire questa grande differenza tra la cultura occidentale e quella asiatica che, non possiamo negarlo, è molto affascinante.

Mi è piaciuto molto lo stile semplice ma efficace con cui questo libro è scritto, ricco di dettagli e riflessioni personali. Un libro che invita a non dare niente per scontato, a considerare le altre culture, provare a capire modi di agire e pensare diversi dal nostro e invoglia a salire su treno e guardarsi intorno con gli occhi di un bambino.

Vi consiglio questo libro se l’Asia vi affascina e non siete mai sazi di scoprirne nuovi aspetti e curiosità. Se anche voi siete appassionati di viaggi fuori dal comune, queste pazze imprese, e non la smettete mai di sognare di intraprendere dei viaggi memorabili come quelli riportati ne Un indovino mi disse.

Vi saluto con una citazione presa dall’inizio del libro, che spero vi coinvolgerà e invoglierà a leggere il resto della storia!

Uno non ha bisogno di credere alle previsioni del tempo per uscire di casa con l’ombrello in una giornata nuvolosa. La pioggia è una possibilità, l’ombrello una precauzione. Perché provocare la sorte se proprio quella ti fa un cenno, ti dà un suggerimento? Al tavolo della roulette quando il nero è uscito tre o quattro volte di seguito ci sono giocatori che, contando sulle probabilità statistiche, puntano allora tutto quel che hanno sul rosso. Io no. Ripunto sul nero. Non è in questo senso che la pallina mi ha fatto l’occhiolino?
E poi a me l’idea di non volare per un anno intero piaceva di per sé. Soprattutto come sfida. Pretendere che un vecchio cinese di Hong Kong potesse avere la chiave del mio futuro mi divertiva moltissimo. Mi pareva di fare un primo passo in un terreno ignoto. Ero curioso di vedere dove altri passi in quella direzione mi avrebbero portato. Se non altro mi avrebbero indotto a fare, per un po’, una vita diversa da quella di sempre.

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1 thought on “Un indovino mi disse – Tiziano Terzani – Recensione”

  • A proposito di superstizioni in Asia e in particolare in Thailandia… Un mio amico thailandese mi raccontò una volta che in realtà in Thailandia molte persone hanno un nome ufficiale, che non usano quasi mai e un soprannome che usano comunemente. Lui stesso aveva un nome ufficiale molto lungo ed impronunciabile e mi raccontò che lo aveva già cambiato almeno 2 volte insieme a tutti i membri della sua famiglia perché un indovino aveva predetto a sua mamma che i nomi che avevano avrebbero portato sfortuna.

    Il soprannome lo tengono sempre uguale a quanto pare però 🙂 .

    Comunque importante non pensare che la gente qui non ne abbia, basta che un futuro marito veda il vestito della sposa in anticipo e si scatenano reazioni negative e scandalizzate nell’intera famiglia.

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