6 giorni in Lesotho – Itinerario e cosa vedere

6 giorni in Lesotho – Itinerario e cosa vedere

Nel post precedente ho descritto le mie sensazioni riguardo al perché andare in Lesotho. In questo post invece vi mostro il mio itinerario di sei giorni attraverso questo Paese. Non è così facile trovare informazioni riguardo il Lesotho, quindi spero di darvi qualche idea o spunto. Per decidere mi sono basata molto sulla mia guida di Rough Guides, che trovate se cliccate in questo link: The Rough Guide to South Africa, Lesotho and Swaziland.

Essendo completamente circondato dal Sudafrica, i viaggiatori vanno in Lesotho durante un road trip in Sudafrica, anche perché non c’è altro modo di raggiungerlo. Guidare tra le sue montagne e verdi distese è già uno spettacolo di per sé.

Il Lesotho è famoso per il Sani Pass, che però è raggiungibile solo con un 4×4 o tramite un tour guidato. Noi abbiamo preferito risparmiare e prendere un’auto economica, dato che ci sono altri gates per entrare nel Paese. Dovendo partire da Durban e tornare a Durban abbiamo usato i passaggi di Quacha’s Nek (sud-est del Paese) e Caledonspoort (a nord). Se avete pianificato un altro itinerario ci sono altri passaggi dei quali usufruire.

La mappa sottostante raffigura in modo schematico le nostre tappe. Più in dettaglio, questo è stato l’ordine di percorrenza: Quacha’s Nek Gate, Semonkong, Roma, Maseru, Mohale Dam, Thaba Tseka, Katse Dam, Ha Lejone, Bokong Nature Reserve, Butha Buthe, Ts’ehlanyane National Park, Caledonspoort Gate.

Cosa vedere in un itinerario di 6 giorni in Lesotho

Seguiranno ora delle brevi presentazioni delle nostre varie tappe, accompagnate ovviamente da qualche fotografia.

Semonkong

Questo insediamento non ha molto da offrire, se non la bellissima natura che lo circonda. Fare un giretto tra le sue strade può essere però molto interessante per vedere come si svolge la vita quotidiana, io lo ho apprezzato molto.
Alla Semokong Lodge potete pernottare per dei prezzi ragionevoli e svolgere un sacco di attività, come camminate guidate, pony trekking, abseiling sulle cascate etc. Noi avevamo un dormitorio in una capanna di pietre e con il tetto di paglia, molto carino. Di notte però può fare molto freddo, come in ogni altro posto in Lesotho, quindi ricordate dei vestiti pesanti.
Assolutamente da vedere sono le cascate Maletsunyane, alte quasi 200 m, che potete raggiungere con una facile camminata molto bella paesaggisticamente (non occorre una guida). Lungo il percorso abbiamo visto alcuni villaggi in lontananza, greggi di pecore guidati da un pastore avvolto nella tipica coperta e qualche uomo a cavallo.

Camminando nelle alture di Semonkong: case e campi recintati con pietre.
Le famose Maletsunyane Falls.

Maseru

La capitale del Lesotho si trova direttamente al confine ovest con il Sudafrica ed è la città più popolata, con circa 230.000 abitanti. Ho avvistato pochi eleganti edifici coloniali, per il resto nulla di spettacolare. La ho trovata affollata e trafficata, senza turisti, ma comunque piuttosto sicura da esplorare a piedi.
Per spostarvi nelle lunghe distanze invece potete usufruire dei taxi, che qui sono delle vere e proprie macchine bianche con una striscia gialla sui fianchi, molto economici. Noi li abbiamo usati per raggiungere il centro perché non volevamo parcheggiare la nostra macchina lì.
Molto bello per una pausa è il Oh La La Café, che serve il miglior caffè in città, oltre che buoni stuzzichini. Lì vicino potete trovare il Basotho Hut, un edificio a forma di cappello dove vengono venduti prodotti artigianali tipici.
In città ci sono diverse possibilità di pernottamento per diverse fasce di prezzo.

In centro a Maseru.
Prodotti tipici venduti nel Basotho Hut.

Mohale Dam

A metà strada tra Maseru e Thaba-Tseka (dove abbiamo pernottato) si trova Mohale Dam, la seconda diga costruita per il Lesotho Highlands Water Project. Questa progetto è una cooperazione tra Sudafrica e Lesotho che prevede lo sfruttamento dell’enorme risorsa d’acqua del Lesotho e la costruzione di dighe e tunnel per rifornire alcune regioni del Sudafrica, che ne sono povere. Per questo scambio il Sudafrica paga al Lesotho 24 milioni di Rand al mese.
Non c’è un vero e proprio percorso da fare a piedi ma potete farci tutto il giro in macchina e ammirare le sue insenature.

La Mohale Dam nel mezzo del paesaggio.
Lago artificiale e insenature.

Katse Dam

Katse Dam è una delle dighe più grandi in Africa (185 m) ed è stata la prima ad essere costruita per il Lesotho Highlands Water Project.
Nei pressi della diga c’è un centro visitatori, dove potete raccogliere informazioni o iscrivervi per un tour dall’interno della diga fino alla montagna. Ci sono anche dei sentieri abbastanza ben segnati per fare delle camminate, in alternativa fate una passeggiata lungo la strada che attraversa la diga e guardate giù!
Abbiamo pernottato alla Katse Dam Lodge, che offre una bellissima vista sul lago artificiale ed è a qualche minuto di macchina dal centro visitatori.

Katse Dam nella sua imponenza.
Una vista particolarmente bella del lago artificiale.

Bokong Nature Reserve

La Bokong Nature Reserve si trova vicino al Mafika Lisiu Pass, altitudine 3.090 m. Questa riserva è rinomata tra gli escursionisti che amano camminare ad alte altitudini. È inoltre famosa per la Lepaqoa Waterfall, che a maggio erano abbastanza piccole. Ho letto che d’inverno si ghiacciano formando una colonna di ghiaccio! È anche possibile fare un hike di qualche giorno da qui fino al Ts’ehlanyane National Park (vedi prossimo punto).
C’è un centro visitatori, dove potete pagare l’ingresso alla riserva e informarvi sulla camminata di 45 minuti che offrono, guidata o meno, che noi abbiamo fatto da sole e allungato un po’ per vedere di più.
Abbiamo pernottato alla Motebong Lodge, che è stato l’alloggio più costoso del viaggio (R 580 a testa), ma l’unico che abbiamo trovato online.

Le cascate Lepaqoa.
La strada dopo il Mafika Lisiu Pass.

Ts’ehlanyane National Park

A nord della Bokong Nature Reserve si trova il Ts’ehlanyane National Park. Per raggiungerlo da Lejone avete però un’unica possibilità: una deviazione di 120 km nella strada che va verso Butha Buthe. All’ingresso del parco si trova la Maliba Lodge, un posto lussuoso e costoso dove poter alloggiare se volete crogiolare in mezzo la natura. Se non volete pernottare là, potete comunque parcheggiare e chiedere delle mappe con i percorsi per delle camminate. Il paesaggio è brullo e molto verde, con un fiume che attraversa la valle e delle cascatelle.
Un’alternativa alla Maliba Lodge può essere tornare a Butha Buthe per passare la notte.

La strada verso il parco.
Vista sull’entrata della valle e sulla Maliba Lodge.

Questo è stato un breve assaggio del nostro itinerario e di quello che potete vedere in un breve viaggio in Lesotho, se vi interessa avere più informazioni a riguardo lasciate un commento qui sotto. Se il post vi è piaciuto condividetelo o salvatelo come pin!

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